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ADOTTA UNA CAPRA DI VALLE DI MEZZO!
Vi ricordate quando le vallate italiane erano piene di animali, e i pastori arrivavano quasi sotto casa con i loro greggi accompagnati dal tintinnio di campanelli?
Vi ricordate quando si andava “dal contadino” ad acquistare i suoi prodotti? Vi ricordate quando assaporando un qualunque piatto, anche se lo avevamo già mangiato altre volte, non finivamo mai di stupirci del suo sapore intenso che ci trasmetteva comunque sensazioni incredibili? Beh… se non vi ricordate tutto questo o avete meno di 30 anni oppure è da troppo tempo che non lasciate la vostra metropoli… Ma non è troppo tardi! Continuate a leggere… Ma perché è successo tutto questo? E soprattutto, ci rendiamo veramente conto di cosa sta succedendo nel modo in cui produciamo e consumiamo il cibo?
Cerco di spiegarvelo in due parole, scritte dal punto di vista di chi sta subendo tutto questo, anche se, come leggerete, sta cercando di opporvisi. Il sistema agricolo - produttivo - economico del nostro paese, adeguandosi ad una tendenza globale, è da parecchi decenni che sta puntando alla massificazione della produzione alimentare. Che cosa significa “massificazione”? In due parole significa mettere fuori gioco i piccoli allevatori e produttori agricoli, introducendo requisiti e controlli formali costosissimi e impossibili da rispettare ma che invece sono sostenibili per un produttore di larga scala, imponendo normative (del lavoro, fiscali, etc.) che nel caso di un piccolo produttore non offrono alcuna garanzia per il consumatore ma semplicemente mettono il produttore fuori combattimento, agevolando la grande distribuzione (o quanto meno non proteggendo i piccoli produttori/distributori) che di fatto impone standard produttivi a basso costo inarrivabili per un piccolo agricoltore/allevatore e potrei andare avanti così…
Fate anche attenzione che “produrre a basso costo” in agricoltura significa coltivare/allevare intensivamente (monocolture e mono specie animali per ettari ed ettari) e questo porta necessariamente pesticidi, additivi chimici, OGM … non c’è via di uscita, i semi e le specie presenti in natura non reggono il sovraffollamento, le malattie sono strumenti che la natura ha per combattere proprio una presenza eccessiva di organismi e quindi se ci vogliamo opporre alle malattie dobbiamo trovare strumenti non-naturali (o meglio contro-natura) e quindi pesticidi, additivi chimici, OGM… Quale è il risultato di tutto ciò? E’ sotto gli occhi di tutti: i piccoli contadini smettono, le campagne si spopolano e tutti comprano nei supermercati del cibo che arriva chissà da dove e prodotto chissà come…
Nella nostra Valtiberina, in particolare, solo 20 anni fa quando noi siamo arrivati qui, era normale vedere al pascolo delle bellissime donnine con dei piccoli greggi di mucche, pecore o capre … oggi invece se vi capitasse di fare un giro da Città di Castello a Caprese Michelangelo quasi sicuramente non vedreste nemmeno un animale al pascolo. E questo non solo ha cambiato profondamente il modo in cui mangiamo, ma anche il tessuto sociale della vallata. Da qualche anno i paesi più avanzati (ad esempio gli Stati Uniti) hanno capito tutto ciò e con la filosofia “dall’azienda agricola alla tavola” (“farm to table”, “buy local” etc.) stanno veramente creando una rivoluzione: molte persone lasciano i loro lavori di ufficio per avviare un’azienda agricola e moltissimi consumatori cercano cibo prodotto localmente in modo naturale. Ma si sa che negli USA tutto è più semplice proprio perché il sistema di base è più semplice: gli adempimenti per avviare un’attività del genere sono prossimi allo zero, la fiscalità è assolutamente semplificata e agevolata, la vendita viene fatta senza troppe formalità, etc. etc. Da noi è un altro mondo. Il sistema richiede ad un piccolo produttore le stesse regole di un produttore di massa e quindi scoraggia come può ad intraprendere e di conseguenza la fuga dalle campagne è inarrestabile. Ora vi chiederete, ma perché vi stiamo raccontando tutto ciò?
Ma è semplice perchè vi offriamo l’occasione di contribuire, nel nostro piccolo, ad arginare questo fenomeno nefasto. Come? Ma è ovvio… adottando una capra!!! Vediamo di cosa si tratta e perché secondo noi dà un contributo concreto nel senso sopra descritto. Nella nostra azienda produciamo tutto direttamente o acquistiamo (ad esempio una parte dei foraggi) da piccoli produttori locali. Alleviamo prevalentemente capre (ma anche altri classici animali da cortile) in modo assolutamente naturale e tradizionale (ad esempio le portiamo al pascolo due volte al giorno, in stalla lasciamo loro uno spazio molto superiore rispetto a qualunque standard di allevamento e con la massima pulizia, le facciamo accoppiare naturalmente una solo volta all’anno e in inverno non le mungiamo per farle riposare come succede in natura, etc.) e loro ci ricompensano con un latte dolcissimo che noi trasformiamo artigianalmente in fantastici formaggi, ovviamente senza alcun additivo non naturale. Tutto questo è bellissimo ma ha un piccolo problema che si chiama “inverno”. In questa stagione tutto ovviamente si ferma ed è per questo che con questa iniziativa cerchiamo di “spalmare” diversamente una parte dei nostri ricavi. Vediamo in cosa consiste:
ADOTTA UNA DELLE NOSTRE CAPRE CON UN CONTRIBUTO DI 100€
Con questo contributo adotti una delle nostre 80 capre per un anno. Ti dà diritto a ricevere un certificato/tessera di adozione a tuo nome e inoltre ti dà diritto a ricevere, nel corso dell’anno 2012, 120€ di prodotti della nostra azienda (latte, formaggi, olio di oliva, sapone al latte di capra) ricevendo quindi uno sconto del 20%. I prodotti potranno essere ritirati venendo a visitare la nostra azienda (e quindi conoscendo la capra adottata!) oppure presso i mercati in cui saremo presenti (una lista aggiornata verrà pubblicata sul nostro sito www.valledimezzo.com).
Ora forse voi vi domanderete: io cosa ci guadagno? E cosa ci fanno con questo contributo? E’ facile rispondere. Voi, oltre allo sconto del 20% (che, direi, non si butta via), vi assicurate la possibilità di consumare dei prodotti ottenuti da metodi completamente naturali e artigianali e guadagnate la soddisfazione di contribuire alla sopravvivenza di un progetto di agricoltura sostenibile che, come spiegavamo all’inizio, speriamo si possa affermare sempre di più anche nel nostro paese. Infatti non è ovviamente indispensabile ritirare i prodotti: qualora voleste contribuire solamente per amore delle nostre adorate capre e del nostro progetto, potete ovviamente farlo! Noi con il vostro contributo compriamo i foraggi per le capre, manteniamo in perfetta efficienza il caseificio e la stalla per la salute e il benessere di tutti e ci prepariamo ai parti previsti per il mese di febbraio, quest’anno siamo in dolce attesa di oltre 100 capretti!
Se siete interessati potrete inviarci il vostro contributo di 100 Euro: • Con Bonifico bancario sul conto intestato alla Soc. Agr. ABCheese snc IBAN: IT34E 01030 71611 000000 137902 • Tramite Paypal all’indirizzo info@valledimezzo.com Vi daremo conferma inviandovi la tessera di adozione con la quale, se lo volete, potrete effettuare gli acquisti • Inviandoci via email il vostro nome, numero di carta di credito (Visa/Mastercard) e scadenza, autorizzandoci ad addebitare 100 Euro per l'adozione di una capra. Grazie!


