Val d'ORcia
La Val d'Orcia è un'ampia valle situata in Toscana, nella provincia di Siena ed in parte in quella di Grosseto, a nord ed est del monte Amiata e vicina al confine con l'Umbria. Attraversata dal fiume Orcia al centro, che le dà il nome, è caratterizzata da gradevoli panorami paesaggistici e da svariati centri di origine medievale, tre dei quali molto noti come Pienza, Montalcino e Montepulciano.
Albero caratteristico il cipresso, cibi e bevande tipici i Pici, il Pecorino di Pienza, il Brunello di Montalcino, il Vino Nobile di Montepulciano e la nuova denominazione del Vino DOC Orcia.
Comuni
I comuni che fanno parte della Val d'Orcia sono Montepulciano, Castiglione d'Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani, e San Quirico d'Orcia. Altri centri importanti sono Monticchiello, Bagno Vignoni, Rocca d'Orcia, Campiglia d'Orcia, Bagni San Filippo, Vivo d'Orcia,Castiglioncello del Trinoro, Seggiano, Montenero d'Orcia. Moltissime aziende agrituristiche, case rurali e rocche con impervie torri si disperdono nell'isolato e tranquillo paesaggio.
L'area naturale protetta
Alla protezione dell'UNESCO si somma la protezione italiana come area naturale protetta di interesse locale (ANPIL) “Val d’Orcia” dal 1999, su una superficie di 18.500 ettari. In parte compreso nell’ANPIL si trova anche il sito di interesse regionale, proposto come sito di importanza comunitaria (pSIC), "Cono vulcanico del Monte Amiata" (cod. IT51A0017).
SIR "cono vulcanico del Monte Amiata"
Il cono vulcanico del Monte Amiata è caratterizzato da un paesaggio alto montano con matrice forestale continua[2].
Cono vulcanico dell'Amiata
I principali elementi di criticità interni al sito sono[2]:
* Pratiche selvicolturali che inducono un abbassamento dei livelli di naturalità.
* Presenza, sino alla vetta, di impianti turistici (soprattutto sciistici) e della relativa viabilità; ne conseguono elevati carichi turistici invernali ed estivi, l’antropizzazione e la frammentazione degli habitat, il disturbo alla fauna, l’inquinamento delle acque, la diffusione di piante appartenenti a specie o ecotipi non locali, con rischio di inquinamento genetico, e l’innesco di fenomeni erosivi.
I principali elementi di criticità esterni al sito sono[2]:
* Centri abitati e zone antropizzate ai limiti del sito.
I principali obiettivi di conservazione da adottare sono[2]:
1. Conservazione della matrice forestale e incremento della caratterizzazione ecologica e della maturità delle compagini boschive (E).
2. Controllo dell’antropizzazione, riducendo al minimo possibile gli eventuali ulteriori incrementi delle strutture turistiche e della viabilità (M).
3. Tutela e gestione razionale delle scarsissime zone aperte, che costituiscono l’habitat di varie specie endemiche o minacciate (M).
Mappa del SIR "Cono vulcanico del Monte Amiata"
Indicazioni per le misure di conservazione[2]:
* Coordinamento della pianificazione forestale, nell’intero sito, e suo adeguamento rispetto agli obiettivi di conservazione, in modo da garantire il mantenimento dei boschi di alto fusto e dei castagneti da frutto, l’incremento della maturità dei soprassuoli nelle stazioni più adatte e la tutela delle fasi mature e senescenti, salvaguardando gli alberi di grosse dimensioni e marcescenti (E).
* Controllo dell’impatto causato dalle infrastrutture e dalle attività sciistiche e turistiche, in generale, relativamente a eventuali ipotesi di sviluppo e agli interventi di ripristino ambientale (scelta di specie ed ecotipi da utilizzare, per opere di inerbimento delle piste e delle scarpate, ecc.) (E).
* Misure gestionali o normative per garantire la conservazione e la gestione adeguata delle scarsissime zone aperte (M).





